La tecnica con la quale la voce di un singolo individuo può
produrre contemporaneamente due o più toni chiaramente udibili,
è chiamata in mongolo “khoomil” o “canto di gola”. La sensazione
comune di udire un singolo suono, sposta l’ascolto della melodia sopra
una base di bassi e rende stupefacente (almeno a noi occidentali)
l’impiego delle cosiddette “note pure”, ovvero degli armonici e dei
sovrarmonici. Sin dai tempi antichi, il canto sovrarmonico o “canto
di gola” veniva praticato nell’asia del Nord dalle tribù nomadi
Mongole e Turche, così come dai monaci tibetani. Negli anni
più recenti, musicisti europei e statunitensi hanno scoperto
il canto sovrarmonico e sviluppato nuove tecniche e varianti.
L’ensemble Altai Khairkhan rivela un sound unico ed eccezionalmente
evocativo, come del resto è il carattere della musica tradizionale
Mongola. l’uso delle tecniche vocali si integra ad un recupero filologico
di una variegata strumentazione tradizionale che non mancherà
di affascinare gli appassionati di musica etnica.
Tutti e cinque i componenti del gruppo provengono dalla cittadina
di Urs, in un area appartenente al principato di “Oriat” nella Mongolia
dell’Ovest. La loro eredità musicale è caratterizzata
da questa terra, ma non mancano in repertorio stili e brani di altri
distretti della Mongolia.